I Canonici Regolari e l’Europa

IL CONSIGLIO PRIMAZIALE dei CANONICI REGOLARI DI SANT’AGOSTINO, ottobre 2008

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“E’ ora di riscoprire la vera cattolicità!”.
E’ con questo invito, con cui ha chiuso il suo intervento il rappresentante della Santa Sede presso le istituzioni europee, che mi piace sintetizzare il senso delle giornate vissute a Strasburgo dal 6 al 9 ottobre 2008, in occasione del Consiglio primaziale della Confederazione dei Canonici Regolari di Sant’Agostino.
Questa bella esperienza è cominciata con l’invito del padre generale: “Vuoi venire anche tu?”. Dapprima un po’ perplesso e titubante, a causa degli impegni della parrocchia, mi sono tuttavia lasciato convincere molto facilmente. “Perché no? E’ importante essere aperti al nuovo, specie quando si tratta di approfondire la conoscenza di confratelli della famiglia canonicale, di conoscere altri paesi, di perfezionale le lingue straniere…” mi son detto.
E’ così che domenica 5 ottobre, dopo la celebrazione della messa pomeridiana nella mia parrocchia di Ferentino, ho iniziato il viaggio verso il cuore dell’Europa.
La prima tappa è stata Roma: la parrocchia di San Giulio mi ha accolto per un breve riposo e da lì, l’indomani mattina verso le quattro e trenta, in compagnia di padre Riccardo, sono partito alla volta dell’aeroporto di Fiumicino.
Il viaggio in aereo è stato molto tranquillo e dopo uno scalo a Lione, in tarda mattinata siamo atterrati a Strasburgo, città francese, capitale della regione dell’Alsazia e sede del Consiglio d’Europa e del Parlamento europeo. Qui ci ha accolto con molto affetto e premura l’abate primate della Confederazione, il padre Maurice Bitz il quale, dopo averci offerto un buon pranzo in un ristorante tipico ci ha condotti a Kligenthal, un piccolo centro poco lontano dal capoluogo, ove ha la sua sede la “Fondazione Goethe”. E’ presso questa vecchia dimora nobiliare, ove hanno alloggiato tra gli altri Napoleone Bonaparte e l’allora cardinale Angelo Roncalli, che siamo stati ospitati durante il nostro soggiorno (con tante attenzioni ma soprattutto gratuitamente!!!).
Il motivo che ha portato alla scelta dell’Alsazia quale sede del nostro incontro è stato il desiderio di approfondire il tema: “I Canonici Regolari e l’Europa”.
ABATE congresso CRSA 2007 Vorau 069.jpgCi ha fatto da guida in questo viaggio storico-culturale e religioso Philippe Fleck, un giovane signore del posto molto gentile e preparato. Egli ci ha illustrato come il motivo fondamentale che ha indotto i padri fondatori a dar vita alla Comunità europea sia stato il desiderio di pace. Eravamo infatti all’indomani del secondo orribile conflitto mondiale che aveva insanguinato e provocato moltissimi morti proprio nel vecchio continente. “Mai più la guerra! Bisogna lavorare per la riconciliazione e la pace!” fu il motto di quei grandi politici. La scelta quasi obbligata per la sede della nuova Europa fu intravista in Strasburgo. Il capoluogo dell’Alsazia si trova infatti al centro dell’Europa occidentale e questa regione, già a partire dall’epoca romana si è trovata in mezzo a due civiltà: quella latina da una parte e quella anglosassone dall’altra. Centro del Sacro Romano impero, la regione è stata per un certo periodo di tempo oggetto delle mire espansionistiche ora dei Francesi, ora dei Tedeschi. Al termine del secondo conflitto mondiale sono state messe in campo, a partire proprio da qui, numerose iniziative finalizzate a riconciliare le popolazioni che vivevano al di qua e al di là del fiume Reno. La fondazione Goethe è nata proprio con l’intento di favorire dei rapporti di amicizia tra francesi e tedeschi.
La visita alle istituzioni europee è stata utile per fare un po’ di chiarezza sulle finalità delle sue istituzioni: il Consiglio d’Europa di cui sono membri tutti gli stati europei ad eccezione della Bielorussia e che si propone la salvaguardia dei diritti dell’uomo e di creare dei rapporti sempre più collaborativi tra i suoi membri ed il Parlamento europeo che invece si occupa di regolamentare politicamente le relazioni tra i 27 appartenenti alla Comunità Europea. Nell’incontro con alcuni esponenti di queste istituzioni abbiamo constatato che attualmente l’ideale che aveva entusiasmato i padri fondatori sembra un po’ svanito a seguito degli egoismi nazionalistici e di un appiattimento sugli interessi economici. Solo se la nuova Europa riuscirà a ritrovare una autentica politica comunitaria, potrà svolgere un ruolo importantissimo nel futuro del nostro pianeta. Il lavoro di accettazione, di integrazione, di collaborazione che i diversi popoli che con le loro differenze etniche, linguistiche, culturali e tradizionale e religiose che la Comunità europea sta facendo può essere la prima tappa della strada che porterà ad una vera politica mondiale.
La visita alla città di Stasburgo ci ha permesso di ammirare inoltre le caratteristiche abitazioni ed edifici locali che, per i loro tetti spioventi e il grande uso di legname,i gerani ai balconi e l’eccellente pulizia sembra richiamare i paesi del Tirolo. Il capolavoro artistico di questa città è sicuramente la cattedrale costruita secondo lo stile gotico francese.

L’incontro del Consiglio primaziale ci ha portati a confrontarci sul modo in cui, nelle varie comunità locali si celebra la preghiera della liturgia delle ore e le festività dell’Ordine Canonicale.
Con piacere abbiamo appreso che un gruppo di sacerdoti congolesi vorrebbe dar vita ad una nuova congregazione dei Canonici Regolari e grazie all’interessamento di Mons. Rdouit, abate ei monaci di St. Maurice si stanno facendo i passi necessari presso la Santa Sede per valutarne la fattibilità.
La preoccupazione per le nuove vocazioni ha portato i partecipanti ad auspicare un incontra tra i vari responsabili del lavoro vocazione e della formazione dei singoli Istituti.
Si è inoltre presa la decisione che l’anno prossimo, in occasione del cinquantesimo anniversario della nascita della Confederazione, si terrà, nei pressi di Pavia un congresso pellegrinante sui luoghi di Sant’Agostino.

Ciò che mi è piaciuto di più di questa esperienza è stato il clima di fraternità che si è creato tra i confratelli della Confederazione, grazie alle belle liturgie, ai pranzi conviviali ed alle escursioni. Sembrava una vera Pentecoste: dalla diversità di razza, di lingua e d’età (c’erano Italiani, Francesi, Svizzeri, Tedeschi, Austriaci, un Polacco, un Inglese, un Africano) ci siamo ritrovati in una profonda unità di spirito e di amicizia. Ecco che cosa può fare la potenza dello Spirito quando semina nel cuore degli uomini l’amore di Dio. Ecco la vera Europa! Ecco la vera globalizzazione! Ecco la vera cattolicità!
P.Francesco Tomasoni

I Canonici Regolari e l’Europaultima modifica: 2008-11-25T18:51:00+01:00da borgosotto
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