La Bibbia tra storicità e interpretazione

 di Luca Pasquali

foto recenti 460.jpgContinuano gli incontri così detti “biblici” per i giovani universitari delle parrocchie CRIC. L’ultimo, tenutosi giovedì 21 Gennaio, si è svolto nella nostra parrocchia. Ancora una volta, si è cercato di dare delle risposte ad alcune delle molte domande e ai numerosi dubbi manifestati dai ragazzi in questi mesi di cammino. Una delle principali, delle più difficili da superare, riguardava il significato, il valore da attribuire ai racconti biblici. Quando ci troviamo di fronte la “Storia” e quando invece siamo in presenza di racconti di altro genere? 

 

Da qui l’invito a prestare sempre molta attenzione quando si legge la Bibbia. Dobbiamo, infatti sempre tener conto che le Scritture, sopratutto l’antico testamento, sono composte da decine di libri scritti da autori diversi, in luoghi diversi, richiamanti culture diverse, ed in epoche diverse. Ecco perché tante differenze, tanti stili di scrittura, e quindi tanti messaggi ed interpretazioni che, ad una prima lettura, ci portano inevitabilmente fuori strada e spesso ci scoraggiano. Fatti di cronaca pura che delineano il susseguirsi di eventi nella antica storia d’Israele, dei Re più importanti che la storia ricordi, e guerre, e conquiste e sconfitte; il tutto si alterna ad altre storie, lo stesso avvincenti, ma particolari, difficili da capire, che richiamano oggetti, numeri e modi di dire che per noi oggi sembrano non aver senso. Eventi indimostrabili, ma in realtà interpretabili, che necessitano della spiegazione di qualcuno. Ogni passo della Bibbia, infatti, non può essere solamente letto e accettato passivamente. Che appartenga al Vecchio o al Nuovo Testamento, ogni brano deve essere contestualizzato, cercando di capire chi è l’autore, a chi si stava rivolgendo, e quindi come intendesse raccontare il messaggio agli ascoltatori.

Il passo che abbiamo letto ne è la dimostrazione:

“(Lc. 4-16,30) 16Si recò a Nazareth, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere. 17Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto:

18Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione,
e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio,
per proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
per rimettere in libertà gli oppressi
,
19e predicare un anno di grazia del Signore.

20Poi arrotolò il volume, lo consegnò all’inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. 21Allora cominciò a dire: “Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi”. 22Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: “Non è il figlio di Giuseppe?”. 23Ma egli rispose: “Di certo voi mi citerete il proverbio: Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”. 24Poi aggiunse: “Nessun profeta è bene accetto in patria. 25Vi dico anche: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; 26ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Sarèpta di Sidone. 27C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro”. 28All’udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno; 29si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio. 30Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.”.

Perché questo brano è così scritto da Luca e messo all’inizio del suo Vangelo, mentre Marco e Matteo gli danno poco risalto e lo mettono molto più avanti nel loro racconto? Questa è solo una delle tante domande che potrebbero nascere. Cosa avviene prima di questo brano? Tra i Vangeli ci sono altre differenze? Perché molte sono le storie incluse in uno ed assenti in un altro? Perché la medesima storia è raccontata in modi diversi? Ecco allora che torniamo al tema iniziale.

Come per tutta la Bibbia, anche i Vangeli hanno autori diversi, sono stati scritti in tempi diversi, si rivolgevano a comunità differenti e si prefissavano uno scopo differente. Sono molti i punti nei Vangeli che ad una prima lettura potrebbero risultare incomprensibili e le stesse storie sono, in alcuni casi, molto diverse, nonostante raccontino tutte la vita di Gesù. È facile immaginare allora come, degli scritti che raccontano secoli e secoli di storia, di autori diversi, nati in epoche diverse, ognuno con una storia diversa ed un pubblico diverso, possano risultare completamente differenti e spesso di difficile comprensione. La “Genesi” e la Creazione del Mondo in 7 giorni, il Diluvio universale e l’Arca di Noè, Mosè che attraversa il Mar Rosso seguito dal popolo appena liberato dalla schiavitù, non è sufficiente leggere ognuno di questi racconti, ma bisogna interpretarli, cercando di capire chi è l’autore e dove è stato scritto, tanto per iniziare. Questo non è altro che il primo passo necessario per la comprensione del vero significato della Bibbia. Il prossimo incontro sarà Giovedì 25 Febbraio nella Parrocchia di San Giulio.

Luca Pasquali

La Bibbia tra storicità e interpretazioneultima modifica: 2010-02-11T12:06:37+01:00da borgosotto
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