BRASILE: UN GRANDE SOGNO

Se uno sogna da solo, il suo rimane un sogno; se il sogno è fatto insieme ad altri, esso è già l’inizio della realtà.

Così diceva il piccolo (di statura) grande (di umanità) vescovo, Dom Helder Câmara.

 

Il 9 maggio 2011, la comunità parrocchiale di S. Antônio de Goiás celebra l’inaugurazione della nuova chiesa parrocchiale. La costruzione della nuova chiesa era un sogno, un grande desiderio di questa comunità, ma non aveva ancora trovato le condizioni idonee per trasformare in realtà questo sogno. Il terreno già era stato donato dalla municipalità, ma dove e come trovare le risorse per costruire?

Ecco che la comunità cattolica di S. Antônio de Goiás, insieme al suo parroco, padre Giuseppe Chiarini, trova il modo per iniziare i lavori e per testare la sua capacità, la sua persistenza, insomma, smettere di sognare e così iniziare i lavori: “mutirão”, questa parola in portoghese significa l’azione volontaria di un gruppo di persone che si prefigge e realizza un’opera, una costruzione, lavorando a fine settimana e gratis.

Per mesi e mesi, un gruppo folto di uomini, donne, anziani e giovani si trasformano in manovali, pittori, falegnami, giardinieri, cuoche, ecc., tutti uniti per vedere elevarsi il nuovo tempio, la casa del Padre, come dicono qui. E non è uno scherzo: persone che avevano poco o nulla a che fare con la chiesa cattolica, sembrano risvegliarsi e dare così il loro contributo. Si fanno campagne per ottenere i mattoni, il cemento, i banchi, le vetrate delle finestre. Il cantiere va avanti; e in una posizione centrale della cittadina, svetta al cielo la nuova parrocchiale. Non sono mancati aiuti in denaro dai confratelli CRIC dell’Italia ed altre offerte; e vorremmo approfittare di queste poche righe per ringraziare di cuore quanti si sono fatti solleciti alle richieste di p. Giuseppe Chiarini e della sua comunità. Non poche volte, di sabato mattina, facevo una capatina a S. Antonio e restavo impressionato, commosso, per tanta alacrità, generosità delle persone, per la gioia che manifestavano nel collaborare alla costruzione della chiesa parrocchiale. Miracolo? Non lo so. Sono certo che quando le persone sono motivate, sono rese partecipi di un progetto, rispondono con tanta generosità.

Ma veniamo alla sera del 9 maggio, con la messa di consacrazione della nuova chiesa, celebrata dal nostro arcivescovo emerito, Dom Antônio Ribeiro de Oliveira.

Anni fa, quando ancora titolare dell’arcidiocesi di Goiânia, mi chiese se ero disposto ad assumere questa comunità che non era ancora parrocchia. Prima erano i padri agostiniani di Goiânia che la servivano, ma ora non potevano più. Concordando, Dom Antonio creò la parrocchia di S. Antônio de Goiás e mi fece parroco.

Così, noi padri CRIC, desideravamo tanto che fosse lui a consacrare la nuova chiesa. Con il beneplacito del nuovo arcivescovo, Dom Washington Cruz, p. Giuseppe entrò in contatto con Dom Antonio e combinarono per il 9 maggio, la solenne celebrazione di consacrazione del nuovo tempio.

Certamente avevamo immaginato l’afflusso di tante persone; ma la realtà superò le nostre attese. Inutile dire che sui volti delle persone, oltre ad un po’ di curiosità per tale evento, brillava la gioia per l’obiettivo raggiunto e la volontà di ringraziare il Signore per questo cammino. Veramente un cammino di comunità, di unione, di tenacia. Certo, la costruzione di una comunità ecclesiale, va molto oltre le strutture, le opere ed è il Signore che pone mano per primo.

Dom Antônio, aiutato dalla sua stampella e dal braccio forte di p. Tino e p. Fiorenzo ha benedetto tutto, senza complicazioni ed ha presieduto la concelebrazione. Uno dei pochi vescovi ancora vivi che hanno partecipato al Concilio Vaticano II, ha condiviso con noi, durante l’omelia, il profondo significato di Chiesa-Comunità, di Chiesa come Popolo di Dio, concetti che, purtroppo oggigiorno, si dimenticano facilmente in ambito ecclesiale. La sua visione teologica ecclesiale, i suoi lunghi anni come pastore, trasmettevano a tutti i presenti, la freschezza e la genuinità di una vita intera spesa per amore al Cristo ed alla sua Chiesa. E per noi CRIC si rinnova il profondo legame, l’affetto e la riconoscenza con Dom Antônio che, appunto, nel lontano 1996 ci aveva accolto nella sua diocesi. Ancora oggi, la diocesi di Goiânia usa la frase: “Comunione e Partecipazione” per esprimere il cammino pastorale di questa chiesa locale.

La celebrazione è durata più tempo di quanto avevamo previsto; ma è stata una di quelle opportunità in cui si dimentica il tempo, per assaporare le cose di Dio. Noi, ministri ordinati, davanti a quella folla enorme, che pregava, cantava, non potevamo altro che ringraziare il Signore ed unirci a p. Giuseppe ed alla “sua gente” per cantare insieme questo grazie e per impegnarci, ora, a continuare nell’accogliere il Regno di Dio.

Approfitto di queste poche righe per ringraziare, a nome di p. Giuseppe Chiarini, della sua comunità parrocchiale e della nostra piccola comunità religiosa, Canonici Regolari dell’Immacolata Concezione, quanti hanno contribuito a realizzare questo “sogno”. Voglio augurare a tutta la comunità santoantoniense di rimboccarsi ancora una volta le maniche, sì, perché oltre alla necessità di altre strutture (centro di catechesi, salone parrocchiale, ecc.,) rimane sempre il compito principale di una comunità: annunciare, testimoniare il Regno di Dio, specialmente ai più abbandonati dalla nostra società. Le strutture sono un aiuto, ma non un fine a se stesse. E Dio solo sa quanto siano necessari, in questo ambiente, tanti apostoli, missionari, laici impegnati che sappiano comunicare il Vangelo di Gesù come luce, come lievito.

Congratulazioni, p. Giuseppe, a te e a tutta la comunità di S. Antônio. La prima grande sfida è stata raggiunta, superata; ora viene quella, forse, più esigente, la perseveranza che esige molta pazienza, ascolto dei segni dei tempi, presenza. La cittadina di S. Antônio, forse per la sua vicinanza a Goiânia, sta crescendo. Che sia uno sviluppo portatore di dignità, di opportunità, di rispetto per le persone. In questo angolo del Brasile ha un pullulare di chiese, di sette, di ogni tipo. Apparentemente sembra avere una grande religiosità in tutte queste denominazioni religiose. Rimane sempre attuale la domanda di Gesù: Quando il Figlio dell’Uomo ritornerà, troverà la fede su questa terra? (Lc 18,8). La fede va oltre le manifestazioni religiose. Ecco la grande sfida.      

Pe. Tino Treccani – cric

BRASILE: UN GRANDE SOGNOultima modifica: 2011-10-09T17:45:56+02:00da borgosotto
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